LA RESPONSABILITA’ DEL CAMBIAMENTO

L’affermazione che sento fare sempre con maggior frequenza, in primis da imprenditori e manager, ha ad oggetto la necessità di cambiamento: declinata in diverse varianti la sostanza non cambia, un po’ come il prodotto quando si inverte l’ordine dei fattori. C’è stato un tempo in cui associavo a questa istanza, del cambiamento, dico, una determinazione al rinnovamento basato su valori “aperti verso l’altro”, per richiamare S. Paolo. Un rinnovamento che avesse quale forza propulsiva la valorizzazione delle persone e la ricerca di senso e significato nell’esperienza del lavoro: insomma, il primato dell’essere, rispetto al fare e all’avere. Per il vero, c’è stato anche qualcuno che ha provato ha mettere in pratica questo tipo di cambiamento, ma la ricerca e l’impegno per il progresso sono stati generalmente surclassati dalla frenesia per lo sviluppo, per l’ottimizzazione di tempi, costi e qualità purchessia, e da conseguire senza rigore metodologico e di principi ispiratori: pragmatismo puro. Devo dire che qualcuno si è chiesto come mai i risultati stentassero a venire. Risposta: “C’è la resistenza al cambiamento delle persone: di quelli la!” Conclusione, l’innovazione è un obiettivo sostanzialmente mancato per colpa degli altri: i barbari, mutuando l’espressione da Alessandro Baricco. Credo che “se uno non riesce a sentirsi parte di un problema, non può essere nemmeno parte della soluzione”. Ma sentirsi parte di un problema implica competenze cognitive ed emozionali sulle quali si preferisce soprassedere, o far finta di volerle acquisire partecipando a corsi e seminari, dove con una logica autoreferenziale ce la contiamo tra una bugia e una mezza verità: poi, tutti a casa. Dico solo questo: forse se vogliamo generare cambiamento responsabile, dare una direzione al cambiamento, ricercare il progresso e la qualità dei risultati, soverchiando un fare sconclusionato e frettoloso nelle nostre aziende, potremmo cambiare il punto di osservazione. Renderci conto che c’è un punto dal quale tutto si crea: la sincerità degli intenti e dei comportamenti. La sincerità è il fattore che crea la fiducia, e la fiducia è alla base di ogni processo di delega e di assunzione in prima persona della responsabilità di ruolo. Vogliamo cambiare?! Cominciamo da questo, dalla sincerità. Magari sembra retorica. In ogni caso la domanda sovviene: “Chi, più di ogni altro, manifesta la tanto vituperata resistenza al cambiamento?
Redazione: Piero Camerone
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