DETTO, FATTO! LA GESTIONE DEL TEMPO E’ UNA PANZANA?!

“Se siete come me, allora vi piace assaporare la vita, cosa che sembra essere più difficile, quando non del tutto impossibile, se si lavoro troppo. Ma non dobbiamo per forza scegliere: è possibile effettivamente fare e al tempo stesso piacevolmente essere, anche nel prosaico mondo di tutti i giorni”.
La citazione, tratta dal best sellers Detto fatto, di David Allen (David Allen è fondatore e presidente della David Allen Company, società manageriale di consulenza e coaching, che conta tra i suoi clienti centinaia di top manager di multinazionali e annovera più di 50.000 abbonati alla newsletter del suo sito web).
mette il mirino nel punto giusto: considerato che il tempo è la risorsa più democratica che esista, perché 1 minuto vale per tutti 60 secondi, la gestione del tempo è una panzana (tratto da, EfficaceMente, Gestione del tempo: esempi pratici, dal Blog tematico di Andrea Giuliodori, che conta più di 58.000 iscritti)
Una giornata avrà sempre e solo 24 ore!

La questione dunque è un’altra: il tempo in sé non è mai un problema, un limite, un elemento antagonista che si frappone tra noi e i nostri progetti. Il problema è prima di tutto cognitivo, in quanto se il tempo non può essere fatto oggetto di alcuna gestione, è evidente che quello che si deve fare è iniziare a gestire le nostre attività nel tempo!

Ciò sposta l’accento dal fattore tempo, che è esterno a noi, e non controllabile, sulla nostra responsabilità di saperlo utilizzare “spenderlo” oculatamente.

Voglio dire che ciascuno nella sua vita ha il rapporto con il tempo che esattamente si merita: ne più ne meno! Non ci sono alibi, né scuse. Se vogliamo modificare gli equilibri tra le attività della nostra vita, professionale, sociale, privata, non c’è altro da fare: è necessario capire di più e diversamente come entriamo in relazione con il tempo.

Il tempo non è mai un nemico da fronteggiare, trovandosi in ritardo, a tutta velocità e a tutto caos, ma un indicatore, una unità di misura, un numero, che ci aiuta a crescere, sperimentando nuove soluzioni: con creatività e flessibilità. Questo è’ un fatto! La vera ricchezza di cui disponiamo è il nostro tempo. Imparare ad accrescerne il valore, in funzione di come ci organizziamo è l’investimento più importante che possiamo fare: presupposto di ogni piano di sviluppo personale.

Banale, vero? Ma è proprio questo nostro giudizio che fa radicare il problema, rendendolo irrisolvibile.
Siamo convinti che il time management, in buona sostanza, si traduca in una serie di consigli di buon senso, tabelle di priorità, ruotine di pianificazione e programmazione: tutte belle teorie, ma difficili da adattarsi e mantenersi considerando le complessità del lavoro e della vita.

Probabilmente è così, visto che generalmente continuiamo ad affrontare le nostre criticità di tempo facendoci consigliare male dalle nostre abitudini e dagli schemi mentali consolidati.

La gestione delle attività nel tempo non è una faccenda di agende, foglietti, memorandum, gestione del bioritmo, stoico impegno a finire ogni giorno le attività programmate etc., ma è una Disciplina. La definizione molto usata di disciplina è data dall’OCSE – Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea, secondo la quale una disciplina è un campo di conoscenza avente concetti dati e termini propri. Non solo e non tanto un insieme di contenuti, ma, e soprattutto, un insieme di metodi di indagine e tecniche di lavoro.

Affrontare la questione del tempo significa dare priorità agli obiettivi che volgiamo conseguire. Solo definendo e descrivendo obiettivi ben formati possiamo tracciare il campo d’azione. È la scelta degli obiettivi a rappresentare il contesto nel quale opera la disciplina.

Conseguenza: se non abbiamo passione, interesse, vocazione per definire realmente gli obiettivi, non possiamo occuparci del nostro tempo. Il tempo è un numero, un indicatore che ha ovviamente necessità di essere riferito ad un qualcosa, un focus. In un certo senso il minuto non è altro che un valore che ci consente di acquistare qualcosa. Se questo “qualcosa” non è stato esattamente, individuato, se non abbiamo un piano d’azione, di quale gestione delle attività nel tempo stiamo parlando?

A contrario, se vogliamo che le cose della nostra vita professionale e personale siano organizzate in un dato modo, il tempo mi consentirà di misurare risultati e ambiti di miglioramento.

Non c’è dubbio che per conseguire gli obiettivi, riuscire a realizzare le attività che desideriamo, dovremo sperimentare metodi opportuni: ma il metodo serve per ottenere risultati diversi, e non ad insegnarci a gestire meglio le nostre attività nel tempo: questa è una conseguenza! La gestione delle attività nel tempo è una disciplina articolata che si basa su competenze essenzialmente di problem solving evoluto e decision making.

L’elemento in più, che deriva dalla ricerca metodologica in materia, è la rilevanza di competenze di base inerenti i modelli mentali e la strategia di comunicazione del coaching.

Momento del corso tenutosi presso Eataly

Momento del corso tenutosi presso Eataly

La gestione delle attività nel tempo è un percorso di crescita sempre da migliorare ed affinare perché è il versante meno praticato lungo il quale impariamo a vivere. C’è una massima che mi sembra azzeccata per chiudere. La scrivo come me la ricordo: “Noi non vediamo le cose come sono, ma vediamo le cose come siamo” (Anais Nin).

Piero Camerone

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