Narrazioni e cambiamento

In questi giorni ho iniziato a scrivere qualche appunto per un nuovo progetto editoriale sulle narrazioni. La difficoltà che come sempre incontro è trovare la “voce” della scrittura, quel certo modo di utilizzare il linguaggio per avvicinarmi al “come” sento le cose e al “come” posso riprodurle per condividerle con la scrittura. Nel mentre, provo un incipit. Credo che nessuno senta il bisogno di una nuova definizione di narrazione, di conseguenza prendo la questione da una diversa angolatura. Muovo da una domanda? Perché il tema delle narrazioni sta ottenendo un indubbio riscontro? Mi riferisco al numero di pubblicazioni e articoli dedicati, in questi ultimi anni, alle tecniche narrative, allo storytelling, e marketing narrativo in particolare. Direi che il punto nodale della questione si colloca abbastanza lontano dalle risposte, pur se interessanti, generalmente proposte. Il fenomeno delle narrazioni è una conseguenza del “cambiamento” in atto nel modo d’essere della vita sociale, professionale e relazionale. Il “cambiamento” genera una crisi dei valori, dei principi, e in definitiva della cultura su cui si reggeva il precedente ordine della comunità. La crisi, come fenomeno etico, filosofico, ma anche antropologico, fa saltare gli a-priori che generalmente si davano per scontati. In merito Alessandro Baricco evidenzia come nel passato, in tempi di maggior stabilità, il sapere era un dato che si acquisiva per quello che era: nozioni, che si imparavano soprattutto a scuola, senza sapere perché lo si faceva. Era un sapere che non era collegato ad alcuna necessità, né era afferente ai bisogni e ai desideri delle persone. Il “cambiamento” che destabilizza la quiete di questo stato di cose, crea una rilevanza della narrazione, perché le narrazioni saltano fuori quando si incomincia a farsi delle domande. Se infatti accostiamo, ad una cosa che sappiamo, una domanda: “Noi ci comportiamo così, ma perché lo facciamo!”… ecco che scatta una narrazione che ci coinvolge nel gesto di conoscere, comprendere diversamente le cose. Le narrazioni, a mio avviso, hanno una certa forza perché ci aiutano a ridefinire e rinnovare dei contenuti la cui efficacia e pregnanza non risulta più allineata alla contemporaneità. Per queste ragioni si può dire che oggi la forza delle narrazioni e maggiore di quella del ragionamento.