Metodologie di Storytelling Responsabile Considerazioni dopo la stampa.

E’ andato in questi giorni in stampa questo mio libro. Sarà che ci ho lavorato su un bel po’, per rivedere le cose: taglia qui, cuci là, che mi è venuta voglia di scrivere qualche considerazione più rilassata e di sintesi.

Procederò per singole parti successive: vediamo quella di oggi.

Definire lo storytelling implica un duplice piano di osservazione: quello del concetto e quello del metodo. Come concetto lo storytelling può definirsi quel modo attraverso il quale ricerchiamo e diamo significato all’esperienza utilizzando le storie, le narrazioni.

Declinando questo concetto nelle attuazioni pratiche si presenta la necessità, che poi è anche un’utilità, di definire lo storytelling come metodo, come pratica.

Qui vedrei bene una distinzione: da un lato lo storytelling come modalità di comunicazione, dall’altro come strumento per l’apprendimento.

Quando prevale la finalità di comunicazione lo storytelling si qualifica come pratica che mette al centro dell’atto comunicativo la costruzione e la narrazione di storie. Il focus non è dunque sul dialogo, sul confronto di idee, bensì sulla storia. Questa modalità di comunicazione sembra essere particolarmente adatta in quelle situazioni in cui l’obiettivo del comunicare sia generare nel pubblico di riferimento delle specifiche convinzioni, che possono riguardare l’immagine aziendale, la qualità di prodotti, di progetti, etc.. Questo è un ambito tematico sul quale, in Italia, a partire dai primi anni 2000, si è scritto e detto molto.

Diversamente, quale strumento per l’apprendimento lo storytelling non è più prioritariamente rivolto ad un pubblico, ma costituisce uno strumento che usa le storie per capire, decifrare, l’esperienza nella dimensione intrapersonale. Se consideriamo che “il passato è una storia che ci raccontiamo”, è proprio da questo racconto che traiamo gli spunti per generare determinate traiettorie di futuro. Humberto Maturana dice che “quello che spieghiamo è sempre un’esperienza: quindi il problema sta nella spiegazione”.

Vale a dire che noi diamo una direzione di senso alla nostra esperienza mediante le spiegazioni che diamo agli eventi accaduti. Quando queste spiegazioni, interpretazioni, vengono date utilizzando il pensiero narrativo, ovvero la rappresentazione a mezzo di storie, lo storytelling agisce per guidare nella comprensione delle cose. Il racconto, e la sua costruzione sopratutto, utilizza una modalità narrativa che è ricca di implicazioni e potenziali, in modo particolare per la sua idoneità ad aprire nuovi punti di osservazione della realtà. In questa accezione lo storytelling può diventare uno strumento di sviluppo delle capacità personali, una sorta di disciplina riflessiva, atta a generare apprendimenti. (Continua…)